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Come collegare i pannelli fotovoltaici: in serie o in parallelo

Test del collegamento elettrico di un pannello fotovoltaico con multimetro. L'installatore verifica la tensione per garantire un'installazione corretta in serie o in parallelo.

Collegare i pannelli fotovoltaici: è meglio in serie o in parallelo?

Il collegamento dei pannelli fotovoltaici è uno degli aspetti fondamentali per garantire la massima resa di un impianto. Che tu voglia aggiungere nuovi moduli o integrare pannelli usati (provenienti da un marketplace come KTS) in un sistema esistente, la scelta tra collegarli in serie o in parallelo fa un’enorme differenza. In questa guida completa scoprirai:

  • Le principali differenze tra collegamento in serie e in parallelo.

  • Come gestire pannelli di potenza o marca diversa, soprattutto se usati.

  • Quali materiali servono (cavi, connettori, diodi bypass).

  • Le FAQ più comuni sul tema.

  • Come effettuare un’installazione sicura e trarre vantaggio dai pannelli fotovoltaici usati.

Serie vs. parallelo: differenze chiave

Quando si parla di collegare più pannelli fotovoltaici, esistono due configurazioni di base: serie e parallelo. Capire come funziona ciascuna modalità è cruciale per evitare inefficienze o malfunzionamenti, specialmente se stai utilizzando pannelli usati di resa diversa.

Schema di collegamento pannelli fotovoltaici in serie e parallelo: confronto.

Collegamento in Serie: quando conviene e come funziona

Aumento di tensione

Quando colleghi i pannelli in serie, il polo positivo di un pannello è connesso al polo negativo di quello successivo, e così via. In questo modo, le tensioni (Volt) di tutti i pannelli si sommano, mentre la corrente (Ampere) rimane quella del singolo modulo.

Se ad esempio disponi di tre pannelli da 12V/8A, in serie otterrai 36V/8A totali: la tensione sale (12 + 12 + 12), ma la corrente non cambia. Questa configurazione è spesso preferita in impianti che richiedono voltaggi elevati in ingresso all’inverter.

Quando conviene

  1. Inverter ad alta tensione: alcuni dispositivi necessitano di tensioni relativamente alte per funzionare in modo ottimale (ad esempio, 24V, 36V o più). In tal caso, collegando i pannelli in serie, aumenti la tensione in uscita e soddisfi i requisiti dell’inverter senza dover ricorrere a troppi componenti aggiuntivi.

  2. Pannelli con simili caratteristiche: se tutti i moduli hanno parametri elettrici (tensione, potenza, età) molto simili, la configurazione in serie lavora in modo efficiente, garantendo una resa stabile durante le ore di sole.

Attenzione all’ombreggiamento

Il principale svantaggio del collegamento in serie sta nell’effetto “collo di bottiglia”: se anche solo un pannello subisce ombra o si guasta, l’intera stringa produce meno. Per questo motivo, molti pannelli integrano i cosiddetti diodi bypass. Questi componenti fanno sì che, in caso di ombreggiamento su un modulo, la corrente possa “saltare” quel pannello senza penalizzare completamente la produzione dell’intera serie. Tuttavia, la presenza di ombra rimane un fattore critico, specialmente se gran parte della superficie di un modulo è coperta.

Esempio pratico:

Aumento di tensione

Quando colleghi i pannelli in serie, il polo positivo di un pannello è connesso al polo negativo di quello successivo, e così via. In questo modo, le tensioni (Volt) di tutti i pannelli si sommano, mentre la corrente (Ampere) rimane quella del singolo modulo.

Se ad esempio disponi di tre pannelli da 12V/8A, in serie otterrai 36V/8A totali: la tensione sale (12 + 12 + 12), ma la corrente non cambia. Questa configurazione è spesso preferita in impianti che richiedono voltaggi elevati in ingresso all’inverter.

Quando conviene

  1. Inverter ad alta tensione: alcuni dispositivi necessitano di tensioni relativamente alte per funzionare in modo ottimale (ad esempio, 24V, 36V o più). In tal caso, collegando i pannelli in serie, aumenti la tensione in uscita e soddisfi i requisiti dell’inverter senza dover ricorrere a troppi componenti aggiuntivi.

  2. Pannelli con simili caratteristiche: se tutti i moduli hanno parametri elettrici (tensione, potenza, età) molto simili, la configurazione in serie lavora in modo efficiente, garantendo una resa stabile durante le ore di sole.

Attenzione all’ombreggiamento

Il principale svantaggio del collegamento in serie sta nell’effetto “collo di bottiglia”: se anche solo un pannello subisce ombra o si guasta, l’intera stringa produce meno. Per questo motivo, molti pannelli integrano i cosiddetti diodi bypass. Questi componenti fanno sì che, in caso di ombreggiamento su un modulo, la corrente possa “saltare” quel pannello senza penalizzare completamente la produzione dell’intera serie. Tuttavia, la presenza di ombra rimane un fattore critico, specialmente se gran parte della superficie di un modulo è coperta.

Esempio pratico:
Immagina di avere 3 pannelli da 12 V / 8 A ciascuno. Collegandoli in serie, ottieni 36 V / 8 A. Questa configurazione è ideale se il tuo inverter funziona intorno ai 24-36 V e se i pannelli sono installati in una zona priva di ombreggiamenti significativi. Se però una parte di un pannello finisce all’ombra di un albero o di un comignolo, tutto il circuito potrebbe subirne gli effetti, riducendo sensibilmente la produzione.

In sintesi, il collegamento in serie è un’ottima scelta quando hai bisogno di tensioni più alte, i moduli sono tra loro compatibili e la zona di installazione è ben esposta al sole, con pochi o nessun ostacolo che possa generare ombre significative.

Collegamento in Parallelo: vantaggi e svantaggi

Aumento di corrente

Nel collegamento in parallelo, tutti i poli positivi dei pannelli vengono uniti tra loro, così come tutti i poli negativi. In questo modo, la tensione rimane invariata (ad esempio 12V), mentre le correnti (Ampere) dei singoli pannelli si sommano. Se hai tre pannelli da 12 V / 8 A, in parallelo otterrai 12 V / 24 A totali (8A + 8A + 8A), con un sensibile incremento di corrente disponibile.

Maggiore tolleranza all’ombra

Uno dei principali motivi per cui si sceglie il parallelo è la tolleranza al parziale ombreggiamento. Se un singolo pannello dovesse produrre meno (a causa di ombre, sporcizia o degrado), gli altri moduli continueranno a erogare corrente in modo quasi indipendente, senza penalizzare l’intero impianto. Ciò rende il parallelo particolarmente indicato per tetti o superfici dove alcune porzioni potrebbero subire ombreggiamenti in certi momenti della giornata.

Richiede cavi e connettori adeguati

L’aumento complessivo di corrente comporta una crescita delle sezioni dei cavi necessari (ad esempio 6 mm² invece di 4 mm²) e dei dispositivi di protezione (fusibili, interruttori) che devono essere in grado di reggere l’ampere totale. Inoltre, i connettori MC4 (o similari) devono essere adatti a correnti più elevate: in un impianto con più pannelli in parallelo, si possono raggiungere valori di corrente significativi, con il conseguente aumento dei costi di cablaggio.

Esempio pratico:
con 3 pannelli da 12 V / 8 A in parallelo ottieni 12 V / 24 A. Questa soluzione è ottimale per un sistema che richiede una tensione fissa (come 12V, tipico degli impianti off-grid con batterie). Se però la corrente sale molto (ad esempio con 6 o 9 pannelli in parallelo), diventa fondamentale prestare attenzione alla sezione dei cavi, ai connettori e ai fusibili di protezione.

Confronto tra collegamento in serie e parallelo: vantaggi, svantaggi e situazioni d’uso.

La tabella riassume in modo immediato le peculiarità di serie e parallelo, evidenziando i principali vantaggi, svantaggi e situazioni d’uso. Come vedi, il collegamento in serie punta all’aumento di tensione, ma soffre le ombre, mentre il collegamento in parallelo offre correnti maggiori e una migliore resilienza in caso di ombreggiamenti, a scapito di un cablaggio più costoso. Nella pratica, la scelta dipenderà dalle esigenze specifiche dell’impianto, dal tipo di inverter/regolatore di carica e dalle condizioni di esposizione al sole.

Collegare pannelli di potenza o marca differente

Acquistare pannelli fotovoltaici usati può offrire un notevole vantaggio economico e ambientale, ma spesso i moduli provengono da contesti o generazioni differenti, con potenze nominali e anni di produzione diversi. Questa condizione può creare un cosiddetto mismatch: uno sfasamento tra le caratteristiche elettriche dei pannelli, che può comportare una perdita di resa complessiva se non si adottano le precauzioni giuste.

Test di performance e compatibilità

È necessario avere accesso ad alcuni dati fondamentali per valutare la compatibilità:

  1. Potenza residua (in Watt)

    • Ogni pannello, dopo alcuni anni di utilizzo, può scendere al di sotto della potenza di picco dichiarata in origine (es. un pannello da 250 W potrebbe essere a 230 W reali). Conoscere la potenza residua aiuta a prevedere con maggiore accuratezza la resa finale dell’impianto.

  2. Curva I-V

    • Questa curva (corrente-tensione) mostra come il pannello risponde a diverse condizioni di irraggiamento e carico. Confrontare le curve I-V di pannelli differenti permette di capire se inserirli in serie o in parallelo e come ottimizzarne la produzione.

  3. Integrità delle celle (assenza di microcrack)

    • Alcuni pannelli possono presentare microfratture, hot-spot o delaminazioni sul vetro. Prima dell’acquisto, è importante verificare che la struttura non sia compromessa, per evitare cali di prestazione o rischi di malfunzionamento.

Se i dati di test e le schede tecniche sono fornite in modo trasparente, potrai capire se i pannelli che stai acquistando siano effettivamente in buone condizioni e adatti a essere collegati con altri moduli.

Perché i pannelli usati possono avere resa diversa

  1. Degrado naturale

    • Tutti i pannelli fotovoltaici perdono una piccola percentuale di efficienza annua, in genere tra lo 0,5% e l’1%. Ciò significa che un pannello di 10 anni potrebbe aver perso il 5-10% di efficienza rispetto al valore iniziale.

  2. Differenze tra marchi

    • I produttori usano materiali e processi di fabbricazione leggermente diversi. Due pannelli da 250 W di marchi differenti possono avere voltaggi di lavoro (Vmp, Voc) e coefficienti di temperatura diversi, creando problemi se sono collegati in serie. In parallelo, purché la tensione nominale sia simile, l’impatto è minore.

  3. Controlli preliminari

    • Prima di acquistare un pannello usato, verifica le schede tecniche o i test reali di output (in Watt, Volt e Ampere). Un venditore affidabile dovrebbe fornire queste informazioni, indicandoti la potenza residua misurata e l’eventuale presenza di difetti visibili.

Regolatore di carica MPPT vs. PWM

Dopo aver valutato la compatibilità elettrica dei pannelli, la scelta del regolatore di carica (in impianti off-grid) o dell’inverter (in impianti on-grid) fa la differenza:

  • MPPT (Maximum Power Point Tracking)

    • Monitora costantemente il punto di massima potenza di ogni stringa o pannello, adeguando la tensione e la corrente in uscita verso le batterie (off-grid) o l’inverter (on-grid).

    • È particolarmente consigliato se hai un mix di pannelli con caratteristiche o età diverse, perché sfrutta al meglio la potenza di ciascun modulo, riducendo le perdite dovute al mismatch.

  • PWM (Pulse Width Modulation)

    • È un regolatore più economico ma meno efficiente, poiché lavora a una tensione fissa e “taglia” la potenza in eccesso.

    • Se i pannelli hanno voltaggi di lavoro molto differenti, parte dell’energia potrebbe andare sprecata. Per questo, un PWM funziona bene solo se i pannelli sono molto simili e c’è un buon bilanciamento del sistema.

Consiglio pratico:
se stai ampliando un impianto esistente con pannelli nuovi e usati assieme, un regolatore MPPT o un inverter con ottimizzatori può aiutare a ridurre la perdita dovuta a differenze di potenza nominale.

Esempio di schema con pannelli di potenza diversa

  • In Serie

    • La tensione si somma, ma il pannello “meno potente” o “più vecchio” diventa l’anello debole della catena, riducendo la corrente massima dell’intera stringa. Può andar bene se i moduli sono comunque simili e se usi un MPPT per compensare.

  • In Parallelo

    • Ogni pannello contribuisce in modo relativamente indipendente, purché la tensione nominale sia uguale o molto vicina. Attenzione però alla corrente totale che può diventare elevata e richiedere cavi più spessi e connettori adeguati.

Scenario pratico:
supponiamo di avere due pannelli:

  • Pannello A: 200 W, 20 Vmp (tensione a massima potenza), 10 A Imp (corrente a massima potenza).

  • Pannello B: 150 W, 19 Vmp, 7,9 A Imp.

Collegarli in serie significa avere circa 39 V e la corrente sarà limitata a ~7,9 A (il pannello meno “forte”). In parallelo, invece, avrai ~19-20 V ma 17,9 A di corrente totale. Scegli la configurazione più adatta al tuo regolatore o al tuo inverter, considerando sempre i margini di sicurezza e la sezione dei cavi.

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Materiali e Strumenti Necessari

Per ottenere un collegamento stabile ed efficiente, non bastano solo i pannelli fotovoltaici: anche i componenti ausiliari (cavi, connettori, diodi, ottimizzatori, inverter) giocano un ruolo fondamentale nel garantire sicurezza e massime prestazioni.

Cavi e Connettori (MC4)

  1. Cavi solari

    • Di solito si usano cavi da 4-6 mm² di sezione, progettati per resistere ai raggi UV, agli sbalzi termici e all’umidità.

    • Scegli la sezione adeguata in base alla corrente totale che il tuo impianto potrà generare (specialmente se colleghi più pannelli in parallelo). Se la corrente in gioco è particolarmente elevata, potresti aver bisogno di cavi da 10 mm² o più.

    • Assicurati inoltre che i cavi siano certificati per l’uso fotovoltaico e che abbiano un doppio isolamento, per evitare dispersioni e rischi di corto circuito.

  2. Connettori MC4

    • Sono lo standard industriale nel fotovoltaico, permettono di collegare e scollegare i pannelli in modo sicuro e impermeabile.

    • Hanno un meccanismo a clip che assicura un contatto stabile fra i cavi, garantendo la tenuta contro l’acqua e la polvere (IP65 o IP67).

    • È consigliabile utilizzare connettori originali di buona qualità, poiché soluzioni economiche o contraffatte possono causare surriscaldamenti e falsi contatti nel tempo.

Diodo Bypass e Ottimizzatori

Diodo Bypass

  • Spesso integrato all’interno del pannello stesso, permette alla corrente di “saltare” il modulo in caso di ombreggiamento o malfunzionamento, riducendo la perdita di resa per l’intera stringa.

  • È particolarmente importante nei collegamenti in serie, dove un solo pannello in ombra potrebbe penalizzare tutti gli altri.

  • Se stai acquistando pannelli usati, verifica che i diodi bypass siano integri e funzionanti. In caso di dubbio, puoi sottoporli a un test elettrico.

Ottimizzatori

  • Dispositivi evoluti (es. SolarEdge, Tigo) che vengono installati su ciascun pannello, permettendo a ogni modulo di operare al proprio punto di massima potenza (MPPT individuale).

  • Sono una soluzione più costosa, ma estremamente efficace per impianti con ombre parziali o pannelli di potenze diverse.

  • Con gli ottimizzatori, anche se un pannello produce meno, gli altri lavorano al 100% delle proprie possibilità, migliorando il bilancio energetico complessivo.

Come scegliere l’inverter giusto

L’inverter è il “cuore” dell’impianto fotovoltaico: trasforma la corrente continua (DC) dei pannelli in corrente alternata (AC) utilizzabile in casa o cedibile in rete. Ecco i fattori chiave da valutare:

  1. Verifica della tensione di ingresso

    • L’inverter deve supportare la tensione massima che la serie di pannelli può generare. Se stai collegando i pannelli in serie, potresti raggiungere tensioni elevate (es. 150-400 V DC), quindi controlla sempre le specifiche dell’inverter.

  2. Potenza nominale

    • L’inverter deve essere in grado di gestire la potenza di picco (Watt) dei tuoi moduli. Di solito, si consiglia un margine di sicurezza (oversizing moderato) del 10-20%.

    • Ad esempio, se hai 3 kW di pannelli, un inverter da 3,3-3,5 kW garantisce di non sovraccaricarsi in condizioni di irraggiamento ottimali.

  3. Funzioni speciali

    • Alcuni inverter hanno un MPPT doppio o triplo, utile se hai più stringhe in condizioni diverse (es. esposizioni differenti, o pannelli con rese disomogenee).

    • Valuta se il dispositivo supporta eventuali batterie di accumulo, nel caso tu voglia passare a un sistema ibrido on-grid/off-grid in futuro.

  4. Compatibilità con la rete

    • In un impianto on-grid, devi assicurarti che l’inverter risponda alle normative vigenti (come le CEI 0-21 in Italia) e sia accettato dal tuo gestore elettrico per lo scambio sul posto o il ritiro dedicato.

    • In un impianto off-grid, il discorso è diverso: ti serve un inverter/caricatore in grado di gestire le batterie e fornire l’uscita AC, senza immettere energia in rete.

Consiglio pratico:
se prevedi di aggiungere più pannelli in futuro o se stai valutando l’opzione “pannelli usati” (con potenze diverse), un inverter con un ampio range di tensione e una buona gestione del MPPT ti aiuterà a ottimizzare la produzione in qualsiasi scenario.

Installazione e Sicurezza

Installare pannelli fotovoltaici, siano essi nuovi o usati, richiede attenzione tecnica e il rispetto di determinate norme di sicurezza. Ogni impianto, infatti, lavora con tensioni e correnti potenzialmente pericolose: per questo è indispensabile usare materiali adeguati e, talvolta, affidarsi a professionisti abilitati.

Inoltre, le normative (CEI, GSE) stabiliscono regole per l’allaccio in rete, per ottenere eventuali incentivi o per certificare la conformità dell’impianto. Se stai ampliando un impianto esistente con pannelli usati, dovrai verificare che i nuovi moduli siano compatibili sia dal punto di vista elettrico sia da quello documentale.

Step-by-step per collegare pannelli all’impianto

  1. Verifica la compatibilità di tensioni e correnti

    • Prima di iniziare il montaggio, controlla la scheda tecnica di ogni pannello: tensione nominale, corrente di corto circuito (Isc) e potenza di picco (Wp). Se i valori differiscono troppo, potresti scegliere una configurazione (serie o parallelo) non ottimale o dover usare un regolatore adeguato (MPPT).

    • Assicurati che l’inverter (on-grid) o il regolatore di carica (off-grid) sia in grado di gestire i parametri elettrici complessivi.

  2. Collega fisicamente i pannelli

    • In serie o parallelo, come deciso a monte: utilizza cavi solari adatti e connettori MC4.

    • Fai molta attenzione alla polarità: + con + e – con –, nel caso del parallelo, oppure collegando l’uscita (-) di un pannello con l’ingresso (+) del successivo, se in serie.

  3. Integra l’inverter o il regolatore di carica

    • Per un impianto on-grid: l’inverter convertirà la corrente continua (DC) in alternata (AC), immettendola nel tuo impianto domestico o in rete. Verifica che supporti la tensione di ingresso generata dal tuo set di pannelli.

    • Per un impianto off-grid: è fondamentale il regolatore di carica (PWM o MPPT) e un eventuale sistema di batterie di accumulo, in base alle tue esigenze di indipendenza energetica.

  4. Effettua test di output

    • Usa un multimetro o uno strumento di misura specifico per controllare tensione a vuoto (Voc) e corrente in condizioni di irraggiamento medio-alte.

    • Se i valori differiscono molto dalle specifiche dei pannelli, verifica il cablaggio e la presenza di eventuali ombre o difetti.

  5. Allacciamento alla rete (per impianti on-grid)

    • Può richiedere una pratica presso il gestore elettrico (ad es. in Italia, tramite il portale del GSE o la tua società di distribuzione).

    • In alcuni casi, avrai bisogno di un tecnico abilitato che rediga la documentazione e certifichi la conformità dell’impianto alla normativa in vigore (es. CEI 0-21).

Diagramma dettagliato per l’installazione di un impianto fotovoltaico con pannelli usati.

Normative e permessi di base

  1. CEI 82-25

    • Raccoglie le norme tecniche per la realizzazione di impianti fotovoltaici, definendo requisiti e procedure di sicurezza.

    • È un riferimento importante per ingegneri, installatori e progettisti.

  2. GSE (Gestore Servizi Energetici)

    • In molti Paesi, tra cui l’Italia, è l’ente che gestisce gli incentivi al fotovoltaico e lo scambio sul posto (SSP). Se vuoi vendere l’energia in eccesso alla rete o usufruire di eventuali bonus, dovrai seguire le procedure GSE.

  3. Dichiarazione Enea o altre pratiche edilizie

    • A seconda della potenza dell’impianto e delle regole locali, potresti dover presentare una DIA (Denuncia di Inizio Attività) o altri documenti. Verifica presso il tuo Comune o l’ente competente quali pratiche servono per installare o ampliare un impianto, anche se utilizzi pannelli usati.

Verifica periodica e manutenzione

Mantenere l’impianto in efficienza è fondamentale per massimizzare la resa nel tempo. Ecco cosa fare:

Pulizia
Polvere, foglie o sporcizia possono ridurre la produzione di un modulo anche del 5-10%. Pulisci i pannelli con acqua e un panno morbido, evitando detergenti aggressivi che potrebbero rovinare il vetro o i rivestimenti superficiali.

Ispezione regolare
Controlla periodicamente i cavi e i connettori, specialmente se hai acquistato pannelli usati che potrebbero avere qualche anno sulle spalle. Verifica anche l’eventuale presenza di delaminazioni (scollamento di strati) o di hot-spot (surriscaldamento di più celle a causa di altre ombreggiate sul pannello).

Monitoraggio della produzione
Se possibile, installa un sistema di monitoraggio (integrato o esterno) per tenere d’occhio i kWh prodotti e accorgerti subito di eventuali cali anomali. Una riduzione improvvisa della resa potrebbe indicare un guasto, un pannello ombreggiato o problemi di cablaggio.

Aggiornamento della componentistica
Valuta, nel tempo, se convenga aggiungere ottimizzatori o sostituire alcuni pannelli troppo degradati con moduli usati meno vecchi (o nuovi), soprattutto se l’impianto è grande e ha valore strategico per la tua abitazione o azienda.

Collegamento pannello fotovoltaico in serie o parallelo: domande frequenti

Posso collegare pannelli di potenza diversa nello stesso impianto?

Sì, è possibile, ma occorre prestare alcune attenzioni:

  • Regolatore MPPT: se disponi di pannelli con voltaggi o potenze diverse, un regolatore di carica (o inverter) dotato di MPPT (Maximum Power Point Tracking) può minimizzare le perdite dovute al mismatch, ottimizzando la resa di ogni singola stringa.

  • Parallelo: se colleghi i pannelli in parallelo, assicurati che la tensione nominale sia identica o molto simile, così che ogni pannello contribuisca in modo indipendente alla corrente complessiva.

  • Serie: in una serie, il pannello meno potente (o più “anziano”) può diventare l’anello debole, limitando la corrente massima dell’intera stringa. Questo penalizza la resa totale se i moduli sono troppo differenti tra loro.

Che cavo usare per i pannelli fotovoltaici?

È fondamentale scegliere cavi progettati appositamente per il fotovoltaico, in particolare:

  • Cavi solari da 4 o 6 mm² di sezione (o più, se la corrente è molto elevata). Hanno un rivestimento resistente ai raggi UV e alle temperature estreme, evitando danni nel tempo.

  • Protezione UV: assicurati che i cavi siano certificati per uso esterno, così da prevenire screpolature o cedimenti dovuti all’esposizione prolungata al sole.

  • Connettori MC4: questi connettori standard garantiscono giunzioni sicure e impermeabili, riducendo il rischio di surriscaldamento e falsi contatti.

Come collegare un pannello fotovoltaico alla rete di casa?

Per immettere l’energia prodotta nella rete domestica o venderla al gestore, hai bisogno di:

  • Inverter on-grid: converte la corrente continua (DC) dei pannelli in alternata (AC) alla frequenza di rete (ad es. 50 Hz).

  • Autorizzazione del gestore elettrico: in molti Paesi, dovrai presentare una pratica al fornitore di energia o al GSE (Gestore Servizi Energetici) per essere regolarmente connesso.

  • Certificazioni e norme: l’impianto deve rispettare le normative (come la CEI 0-21 in Italia), pena l’invalidità di eventuali incentivi o il mancato allaccio in rete.

Quanti pannelli posso mettere in parallelo?

Il numero di pannelli in parallelo dipende principalmente dalla capacità di:

  • Regolatore di carica o inverter: controlla il valore massimo di corrente (ampere) che il dispositivo può gestire in ingresso.

  • Cavi e protezioni: se metti molti pannelli in parallelo, la corrente totale sale e avrai bisogno di cavi di sezione maggiore, oltre a fusibili o interruttori di protezione adeguati.

  • Ventilazione e spazio: considera che più pannelli significano più calore dissipato e maggior ingombro. Assicurati di avere spazio a sufficienza e di evitare accumuli di calore eccessivi.

Cosa succede se uno dei pannelli è in ombra?

Dipende dalla configurazione:

  • Serie: un pannello in ombra riduce la corrente dell’intera stringa. Per mitigare il problema, molti moduli incorporano diodi bypass, che consentono alla corrente di aggirare il pannello ombreggiato.

  • Parallelo: l’ombra su un modulo penalizza solo quel singolo pannello, mentre gli altri continuano a produrre. Questo rende il parallelo più tollerante agli ombreggiamenti localizzati.

Che durata hanno i pannelli fotovoltaici usati?

La longevità dei pannelli usati dipende da:

  • Età e stato di partenza: un pannello di 5-6 anni in buone condizioni può durarne altri 15 tranquillamente. Uno più vecchio o danneggiato avrà performance inferiori.

  • Manutenzione: pulizia periodica, ispezione di connettori e cavi.

  • Qualità costruttiva: i moduli di marchi rinomati tendono ad avere una degradazione minore nel tempo.

Serve un tecnico specializzato per installare pannelli usati?

Dipende dal tipo di impianto:

  • On-grid: sì, quasi sempre. Se vuoi allacciarti alla rete pubblica, è obbligatoria la conformità alle norme (es. CEI 0-21) e spesso un tecnico abilitato deve produrre la documentazione per il gestore elettrico.

  • Off-grid: per piccoli sistemi (camper, baite, barche) il fai-da-te è possibile, a patto di avere competenze elettriche di base e di seguire le misure di sicurezza (protezione da corto circuito, dimensionamento cavi, ecc.).

  • Consigliato: anche se non obbligatorio, coinvolgere un professionista può prevenire errori costosi e garantire che l’impianto sia sicuro, specialmente quando si integrano pannelli usati di marche o potenze diverse.

Collegamento in serie o parallelo: raccomandazioni finali

Il collegamento dei pannelli fotovoltaici in serie o in parallelo è un passaggio fondamentale per determinare la resa e l’affidabilità di un impianto solare, specialmente se integri pannelli usati di diverse potenze o marche. Con un regolatore di carica adeguato (preferibilmente MPPT), un cablaggio ben dimensionato e una manutenzione costante, puoi:

  • Risparmiare sull’acquisto e sull’installazione, dando nuova vita a pannelli ancora performanti.

  • Mantenere un’ottima efficienza, anche in presenza di moduli disomogenei.

  • Ridurre l’impatto ambientale, prolungando la vita utile dei pannelli e contribuendo all’economia circolare.

Per gli impianti on-grid, non dimenticare di seguire le normative in vigore (CEI, GSE) e di affidarti a un tecnico specializzato per l’allaccio alla rete. Se invece stai realizzando un sistema off-grid, presta attenzione al regolatore di carica, alla capacità delle batterie e alla sezione dei cavi per evitare surriscaldamenti e assicurare un rendimento stabile.

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